giovedì 25 ottobre 2012

Cartomanzia e tarocchi: leggenda o verità?


Sentiamo parlare sempre più spesso di cartomanzia e di tarocchi, e si possono osservare reazioni molto diverse da persona a persona. Si passa dallo scetticismo, al timore, alla fiducia, alla curiosità, al mistero. Sentimenti e stati d'animo contrastanti, dettati spesso da una conoscenza superficiale, diciamo per sentito dire, dell'argomento, ma anche dal purtroppo proliferare di persone che si spacciano per cartomanti, ma che in realtà perseguono soltanto il loro lucro personale, e poco o niente fanno di positivo per la persona che si rivolge a loro.


Perché invece è proprio essere realmente d'aiuto a coloro che richiedono il consulto, lo scopo principale di questa pratica.

Ma andiamo con ordine, cercando di fare un pochina di chiarezza in più.
La cartomanzia è un tipo di arte divinatoria, che viene praticata con l'uso di particolari carte. Tra le più diffuse, i Tarocchi e le Sibille. Spesso si pensa ad essa come all'arte di predire il futuro. In realtà, più esattamente e come vedremo bene più avanti, è la capacità di interpretare i segni raggiungendo uno stato di coscienza diverso.

La cartomanzia ha una storia piuttosto recente. Le prime, a dire il vero vaghe, testimonianze dell'uso delle carte a scopo divinatorio, si hanno tra il 1500 e 1600 in Italia e Germania, anche se in modo molto diverso dalla attuale pratica. Per qualcosa di più concreto, si deve aspettare il 1770, a Parigi, anno in cui viene pubblicato “Etteilla, ou la seule manière de tirer les cartes”. In questo scritto, Jean-Baptiste Alliette fornisce delle regole piuttosto precise sull'uso delle carte allo scopo di predire il futuro.
Nello stesso periodo, fu Marie Adélaide Lenormand la cartomante forse più famosa, tanto che pare si rivolgesse a lei la prima moglie di Napoleone Bonaparte.

L'opera forse più interessante fu però “Le monde primitif”, testo nel quale l'autore, Antoine Court de Gebelin, ricollega l'origine dei tarocchi alla divinazione egizia.

Quindi, pian piano la cartomanzia inizia a diffondersi sempre più, fino ad arrivare ai nostri giorni, dove la pratica stessa, nella sua concezione moderna, ha meno a che vedere con la magia, con esclusivamente il predire il futuro, ma invece vuole essere un modo di fornire una chiave di lettura più chiara e comprensibile, a quegli aspetti di noi che ci appaiono confusi, nascosti, indecifrabili. Questo utilizzando dei simboli, le carte dei tarocchi, dove ritroviamo rappresentati quelli che sono i nostri timori, le nostre debolezze, le nostre insicurezze.

Se le carte sono lo strumento, la cartomante è la persona che guida coloro che a lei si rivolgono, verso la meditazione e la comprensione di particolari aspetti, che nel fare di tutti i giorni difficilmente emergono in primo piano, ma anzi, spesso più o meno inconsciamente, vengono tenuti celati. Nel momento in cui si fanno i tarocchi, e quindi le varie figure vengono stese sul tavolo, è proprio allora che entra in gioco la capacità e la sensibilità della cartomante stessa.
Non è soltanto nel tradurne il significato, ma soprattutto è farne un uso che sappia tener bene in considerazione la persona che si ha davanti, in modo da offrirle spunti che possano condurre a soluzioni e risposte a problematiche che mai prima di quel momento si erano volute o sapute affrontare.

Quindi, non è soltanto una conoscenza tecnica, ma entrano in gioco altri fattori come la sensibilità, la comprensione, la voglia di dare soluzioni, i flussi di energia positiva, l'empatia.
Quello che le carte dicono è accettato in quanto si tende a identificarlo in un qualcosa di divino, di universale, che è al di sopra di tutto e tutti. Quindi se ne prende consapevolezza, per quello che è, e quindi può diventare più gestibile, più maneggiabile, e puntare verso una soluzione. Soluzione che comunque dipende sempre da noi stessi e da ciò che decidiamo di fare.
Quindi, va ancora sottolineato, la bravura della cartomante sta proprio nella sua capacità di lettura e interpretazione delle carte in considerazione della persona che ha davanti.

Come dicevamo, i Tarocchi sono un elemento essenziale. Le carte, dette Lame, sono 78, e si dividono in Arcani Maggiori, composti da 22 carte e che riguardano gli aspetti più importanti dell'uomo e dell'universo, e Arcani Minori, composti da 56 carte, suddivise nei quattro semi tradizionali, coppe, denari, spade e bastoni e che riguardano gli aspetti del quotidiano.

Agli Arcani Maggiori appartengono Il matto, Il mago, La papessa, L'imperatrice, L'imperatore, Il papa, Gli amanti, Il carro, La forza, L'eremita, La ruota della fortuna, La giustizia, L'appeso, La morte, La temperanza, Il diavolo, La torre, La stella, La luna, Il sole, Il giudizio, Il mondo. Agli Arcani minori appartengono, per ognuno dei quattro semi, le carte dall'asso al dieci, che rappresentano situazioni ed eventi, e le quattro carte di corte, che sono Il fante, Il cavaliere, Il re e La regina, che invece simboleggiano persone.

Ognuna delle 78 carte ha un proprio significato, che però cambia a seconda che la carta sia dritta o rovesciata e deve essere interpretata tenendo conto della capacità di fornire risposte al consultante. Ricordiamoci sempre che l'obiettivo della cartomanzia non è quello di fare miracoli, ma invece di dare supporto a chiarire e prendere consapevolezza riguardo a situazioni di dubbio e di disagio presenti, al fine di migliorare il futuro.

Per saperne di più visita il sito: Cartomanzia Italia

7 commenti:

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